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BUDDHISMO - karma

 Introduzione sommaria alla legge di causa ed effetto (karma)
 
 
  Basilarmente esistono tré modalità di accumulazione del karma:
  - accumulazione con il corpo, con la parola e con la mente.
 Per ciò che riguarda il karma fisico devono esistere quattro condizioni perché possa
 maturare:
         1 - il corpo, che viene considerato quale base operante;
         2 - il pensiero;
         3 - Fazione;
         4 - il compiersi dell'azione.
 Il karma, ai fini della maggiore o minore maturazione dell'effetto, può risultare essere:
         a - accumulato e compiuto;
         b - accumulato e non compiuto;
         e - non accumulato e compiuto.
         Per esempio, rispettivamente alle precedenti modalità:
         a - desiderare di uccidere ed uccidere effettivamente;
         b - desiderare di uccidere ma non farlo;
         e - uccidere senza intenzione o perché costretti.
 Si distinguono inoltre:
         - un karma proiettante o introduttore, in quanto introduce alla rinascita;
         - un karma determinante che crea le condizioni nelle quali si svolgerà l'esistenza.
 Anche in questo caso esistono più combinazioni:
        - karma introduttore e determinante virtuosi, che daranno luogo ad es. ad una
          nascita di tipo umano piacevole;
        - introduttore e determinante non virtuosi, che daranno luogo ad una rinascita
          animale spiacevole;
        - introduttore virtuoso e determinante non virtuoso, che daranno luogo ad una
         rinascita umana non provvista di tutte o di parte delle condizioni circostanziali
          favorevoli alla pratica del Dharma;
        - introduttore non virtuoso e determinante virtuoso, che daranno luogo ad una
         rinascita animale piacevole, quale quella di un animale da appartamento.
Vi è una ulteriore quadripartizione dell'esito karmico, che si riferisce principalmente alla
similarità con l'azione compiuta, si tratti di un'azione virtuosa o di un'azione non virtuosa.
Prendendo come esempio l'azione non virtuosa estremamente negativa dell'uccidere,
avremo:
        1 - l'effetto principale: la rinascita in uno stato sfavorevole di esistenza;
        2 - l'effetto simile alla causa: in una futura rinascita si verrà uccisi o si vedranno uccise le persone più prossime;
        3 - l'effetto simile all'azione: si manterrà la tendenza ad uccidere ancora nelle vite future moltiplicando così il karma negativo;
        4 - l'effetto sull'ambiente: se pure verrà ottenuta una rinascita in uno dei tré reami superiori (esseri umani, semidei mondani o dei mondani) ci si  troverà in un ambiente carico di tensioni violente.
Il karma viene infine incrementato dalla frequenza e regolarità con le quali viene compiuta
una determinata azione, nonché dall'intensità della motivazione ad essa relativa.
 
Istituto samantabhadra, Roma febbraio 1994


Data creazione : 14/07/2009 @ 18:50
Ultima modifica : 28/02/2010 @ 18:14
Categoria : BUDDHISMO
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Ascolta il bellissimo brano
"Samantabhadra"

Si ringrazia il musicista Massimo Alviti.

 

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La riflessione è la via che conduce all'immortalità,

mentre la mancanza di essa conduce alla morte:

coloro che sono riflessivi, infatti, non muoiono mai,

mentre gli sconsiderati è come fossero già morti.


 
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